MANZONI - Una notte illuminata

 

Si tratta di una lettura in forma di spettacolo che trasforma la parola in immagine. Il castello dell’Innominato, la compassione del Nibbio, la paura e il voto di Lucia, la notte dell’Innominato, le campane che suonano, l’arrivo del Cardinale Borromeo, il dialogo fra l’Innominato e il Cardinale, il perdono e il pianto dell’Innominato. I capitoli XX, XXI, XXII, XXIII de I promessi sposi, ruotano intorno alle parole che Lucia rivolge tremante all’Innominato: “Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia!”

E in queste pagine Manzoni costruisce un potente affresco che scorre come una perfetta sceneggiatura. Un capolavoro nel capolavoro sul perenne bisogno che l’uomo ha di essere abbracciato e perdonato. (F. Palmieri)

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Festa Diocesana della Vita

 

 
VIDEO PRESENTAZIONE LIBRO "VITA DI DON GIUSSANI"

E' possibile scaricare il video della presentazione del libro "Vita di Don Giussani",

avvenuta il 24 ottobre 2014 presso l'Aula Magna del polo Economico-Giuridico di via Tomadinai,

visitando il seguente link:

https://copy.com/Jr7WajekUj4TLHpx

 
SOSTENERE IL CENTRO CULTURALE

IL VILLAGGIO: UN’ESPERIENZA DI CULTURA CHIEDE UNA CORRESPONSABILITÀ E UNA PARTECIPAZIONE (ANCHE ECONOMICA) DA PARTE DI TUTTI.

 

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Il Villaggio: vivere un’esperienza di cultura chiede una corresponsabilità e una partecipazione (anche economica) da parte di tutti.
“Questa è cultura: l’introduzione della persona nella totalità del reale come senso nel quale ogni particolare acquista il suo valore. Tale introduzione alla totalità del reale avviene continuamente tramite un giudizio, che l’affettività rende operativo” (L. Giussani). Fin dal 1981 stiamo vivendo, e proponendo a tutti, incontri, momenti di approfondimento, eventi espressivi, pubblicazioni, ecc., che aiutino noi e chiunque voglia coinvolgersi anche per un breve tratto di strada a vivere la cultura come una dimensione essenziale della vita. Quello che abbiamo cercato e cerchiamo di fare è un aiuto all’emergere, al manifestarsi della cultura come dimensione essenziale della vita delle persone e di una realtà sociale, capace anche di produrre eventi di qualità, ma che di quegli eventi è generativa e mai completamente riducibile ad essi.
Ci sembra, e lo abbiamo detto con forza nel pubblico dibattito, che sia un errore quello di sostenere “le piante” (le grosse istituzioni e i grossi eventi culturali) penalizzando “il terreno” da cui esse nascono: presto anche le piante soffriranno e tenderanno a seccarsi. Fuor di metafora ci sembra che l’Ente Pubblico dovrebbe sostenere innanzitutto le realtà culturali di base, come la nostra, perchè l’intero tessuto culturale possa vivere e crescere.

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